RICORDO DI MARCELLO PELLEGRINI

Il 21 gennaio 2012 è mancato all’affetto dei suoi cari e della numerosa famiglia degli Alpini di Castions, il socio Marcello Pellegrini.
Nato a Castions il 21 luglio 1932, primo dei fratelli Giovanni, Felice e Bruna, ha incominciato subito fin da adolescente a lavorare nella falegnameria fondata dal padre Vittorio, seguito a ruota proprio dai nominati fratelli.
Nel 1953 viene arruolato nell’8° Alpini, Btg. Tolmezzo e quindi sarà partecipe di tutti gli allarmi e le vicissitudini che impegneranno l’Esercito italiano nella controversia per riunire Trieste all’Italia.
Alla fine tutto andrà per il meglio, Trieste sarà italiana senza colpo ferire e addirittura il suo scaglione potrà godere di un congedo anticipato.
Alla morte del padre avvenuta nel 1966, assume il comando della fabbrica, che nel frattempo si era allargata e diventerà famosa nella zona per la costruzione di serramenti.
Durante questo importante periodo della sua vita, anno 1956, si è sposato con Franca Pagura dalla quale ha avuto quattro figli; tre maschi: Omero, Walter e Ilario, punti di forza del nuovo assetto manifatturiero ed Edes, dottoressa in medicina.
Alla guida della fabbrica non era solo: ogni decisione importante veniva presa assieme ai fratelli e, spesso alla sera, finito il lavoro giornaliero li si poteva trovare a discutere e decidere sul lavoro previsto per i giorni successivi.
Marcello si è fatto apprezzare per il suo alto senso dell’amicizia, per la sua socievolezza e generosità.
Ciò lo ha portato a sostener le più importanti iniziative che sono sorte all’interno del tessuto sociale castionese: socio delle Cooperative agricole per 50 anni, socio sostenitore della Società Sportiva Doria, membro del Coro Alpini e del Consiglio del Gruppo Alpini per diversi anni.
Come scritto sopra, la sua socievolezza e generosità, aiutate da un fisico possente gli hanno permesso di dare una mano importante nell’allestire feste e sagre. In particolare chi scrive, lo ricorda arrivare “alla baita” (edificio della trebbia) con un carretto carico di assi destinate alla preparazione del banco mescita. Nel giro di un paio d’ore tutto era pronto a puntino, e allora si poteva stappare la prima bottiglia di vino della sagra.
Con questo bel ricordo, lo vogliamo salutare e con lui tutti i suoi cari: moglie, figli, fratelli, nipoti, ai quali siamo felici di essere legati da quel grande senso dell’amicizia che ci ha tramandato il caro Marcello.

Per il Gruppo Alpini – Giorgio Rosin

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Tonino Facchin, uno di noi.

Sabato 1° ottobre è venuto a mancare L’Alpino Tonino Facchin, classe 1945, del Gruppo di Castions di Zoppola.
Chiamato a partecipare alla Scuola Sottufficiali della Cecchignola a Roma e successivamente assegnato al Genio Alpini di Udine, si è congedato con il grado di sergente. Terminato il servizio militare si è iscritto al Gruppo Alpini di Fiume Veneto.
Poi il lavoro svolto, in qualità di portalettere, fra Castions e Orcenico Superiore, il gioco del Calcio praticato per diversi anni nella Società sportiva Doria di Castions e l’incontro con la morosa e poi moglie Gianna, sempre nello stesso paese, lo hanno portato ad iscriversi per pura amicizia, al Gruppo di Castions dove tutt’ora faceva parte del Direttivo.
Lunedì 3 ottobre, nella chiesa di Cusano di Zoppola, sua parrocchia di residenza, si sono svolti i funerali. La chiesa era talmente gremita che molti si sono affrettati a cercare un buon posto all’esterno.
Durante la S.Messa, nell’omelia, il Parroco ha messo in evidenza i valori di amicizia, di disponibilità verso gli altri dimostrati da Tonino durante la sua vita. Poi, conclusa la parte più significativa della S.Messa, le figlie gemelle Vania e Simona hanno letto una lettera, da loro scritta al papà, in cui evidenziavano quelle sue qualità sulle quali loro hanno sempre potuto contare prima come figlie e poi come mamme: la costante presenza, la bontà e la generosità. Poi sono state lette la “Preghiera dell’Alpino” e la “Preghiera del Volontario”, infine è intervenuto anche il Sindaco di Zoppola, Masotti, il quale ha evidenziato la grande disponibilità di Tonino nell’attività di volontariato e come in questo momento ci sia grande necessità di persone come lui che si dedichino agli altri in difficoltà. Al termine delle esequie, prima che la bara uscisse dalla chiesa, il Coro parrocchiale, che aveva accompagnato la liturgia, ha intonato il canto “Signore delle Cime”.
Una volta formatosi il corteo ci si è potuti rendere conto di quante fossero le persone che hanno voluto accompagnare Tonino nel suo ultimo viaggio. Dopo una decina di gagliardetti si potevano contare una sessantina di Alpini che precedevano la bara e una fila lunghissima di persone che la seguivano.
In cimitero, l’amico ed ex collega Gianni, mentre la bara scendeva lentamente nella fossa, ha suonato con la sua fedele tromba “Il silenzio” come ultimo e struggente saluto a Tonino.
Noi Alpini abbiamo concluso poi la giornata con un brindisi in onore all’amico “andato avanti” così come è abitudine dei nostri Gruppi. Prima del “rompete le righe” la moglie e le figlie di Tonino sono venute personalmente a salutarci con un abbraccio, un gesto molto sentito e apprezzato.

Per il Gruppo, Giorgio Rosin

Gruppo Alpini Castions: escursione alle sorgenti dell’Arzino.

Domenica 3 Luglio 2011 il Gruppo Alpini di Castions e il Gruppo Amici della Montagna organizzano una giornata in montagna, alla scoperta delle sorgenti del fiume Arzino, da S. Francesco alla Val Preone.
Qui trovate tutto il programma e i dettagli per poter partecipare.
Renato Nonis

150° Unità d’Italia celebrato dal Gruppo Alpini di Castions

Giovedì 17 marzo 2011, alle 9.00 presso la sede, il Gruppo Alpini di Castions ha ricordato il 150° dell’Unità Nazionale in contemporanea con gli oltre 4300 gruppi Alpini sparsi in tutta Italia. Con una breve ma significativa cerimonia, alla presenza di un buon numero di alpini e familiari, è stato fatto l’alzabandiera; subito dopo è stata letta la lettera del Presidente nazionale Corrado Perona che riportiamo di seguito.

“Carissimi Alpini e Amici che ci siete vicini, oggi ricorre il 150° anniversario dell’Unità Nazionale e tutti celebreranno l’evento con la solennità che merita.
Noi abbiamo voluto cominciare questa giornata così come facciamo ad ogni nostra manifestazione: con l’alzabandiera.

Questo gesto semplice, ma pieno di sincera devozione, avviene contemporaneamente in ogni città, paese, contrada presidiata da un nostro Gruppo o da una nostra Sezione. Una sorta di immenso nastro tricolore ha unito le nostre comunità dalla Valle d’Aosta, alla Sicilia, dal Friuli al Puglia, sino a quelle Nazioni estere dove risiedono i nostri Alpini della doppia naja.
Per noi è normale vestire di tricolore ogni nostra festa.

È normale provare brividi di sincera commozione ogni volta che vediamo la bandiera salire sul pennone e srotolarsi al vento.
È un gesto che non ha nulla di retorico perché sentito nel profondo del cuore da tutti noi.
Oggi sentiremo discorsi importanti, si sprecheranno i riferimenti al sentimento nazionale e all’italianità. Si ricorderanno i Padri della Patria e il sogno che hanno saputo perseguire e a noi non rimarrà che sperare che non si tratti di semplici discorsi di circostanza. …
… È l’Italia seria e perbene che dobbiamo festeggiare.
È l’Italia della gente comune, generosa, capace, solidale, che si adopera con sacrificio e serenità per il bene della propria comunità.
È l’Italia di chi è consapevole di avere dei doveri verso il prossimo chiunque esso sia.
È l’Italia della gente che tutti i giorni si adopera per costruire un posto migliore per vivere.
È l’Italia che sognavano i nostri Alpini nelle trincee delle guerre che sono stati costretti a combattere.
È l’Italia che sognano i nostri ragazzi in Afghanistan e le nostre famiglie tutti i giorni che Dio manda in terra.
È l’Italia di chi è sinceramente orgoglioso della sua terra, della sua storia, delle sue tradizioni ma che è consapevole che tutto ciò deve essere coltivato e curato tutti i giorni come il più prezioso dei giardini.

È l’Italia dei grandi valori che l’hanno costruita e sorretta.
Questa è l’Italia che va celebrata!
Questa è l’Italia che va ricercata e valorizzata.
In cuor mio posso solo sperare che anche l’Italia ufficiale, se cosi si può dire, non perda l’occasione di fermarsi a riflettere su questo anniversario e comprenda che è venuto il momento di lasciare a casa ogni interesse di parte e di rimboccarsi le maniche per ricostruire, moralmente e fisicamente, quell’Italia che i nostri vecchi hanno sognato ….
… Perché, come diceva Don Carlo, per far bella l’Italia ci vuole la tenacia, la sobrietà, l’amore per la propria terra e la religiosità degli Alpini.
Io, oggi, mi sento di aggiungere che ci vuole anche la semplicità degli Alpini, la disponibilità degli Alpini e la loro capacità di fare davvero comunità.
Solo percorrendo questa strada potremo coltivare la speranza di realizzare davvero il sogno dei Padri risorgimentali e dei nostri “veci”.
E sono certo che gli Alpini con tenacia, sobrietà, semplicità e disponibilità continueranno a camminare con passo lento ma sicuro su questa via.
W l’Italia!”
Corrado Perona

Per il Gruppo Alpini Castions
Giorgio Rosin